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ISSN 2611-8858

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Testimony/Witness statement

The Revival of Inquistory Guaranteeism in the Defense of Rights: the Joint Divisions of the Court of Cassation on the Examination of a ‘Assisted’ Witness

This article highlights the features of a new inquisitory guaranteeism in the defence of rights theoretically drawn from a recent decision of the Joint Divisions of the Court of Cassation which, putting a lengthy jurisprudential contrast to an end, declared excluded a witness examination, pursuant to Article 210, paragraph 6 of the Code of Criminal Procedure, which was carried out without a prior notice statement as required by Article 64, paragraph 3, letter (c) of the Code of Criminal Procedure, while saving the possibility of renewing the examination by properly following the requirements for notification. This solution is criticized by the Author: the improper focus on the witnesses to whom Article 210, paragraph 6 of the Code of Criminal Procedure actually applies, is combined with an unconvincing and, indeed, partially reading with regard to the sanctioning capacity of Article 64, paragraph 3-bis of the Code of Criminal Procedure. Together with additional observations relating to the content of the above-mentioned ruling on legitimacy, the Author formulates general observations about the institution of represented testimony, highlighting both the real dogmatic meaning (of the inquisitorial matrix) and the structural short circuit caused by the poorly created provision of Article 210, paragraph 6 of the Code of Criminal Procedure.

Profili di diritto processuale penale e penitenziario in tema di coppie di fatto

L’affermarsi di un diverso modello familiare, accanto a quello tradizionale fondato sul matrimonio, ha posto il problema dell’estensione delle disposizioni concernenti i diritti dei coniugi alle coppie di fatto. Nel codice penale, così come in quello di procedura penale, infatti, il legislatore ha fatto spesso riferimento alla nozione di “prossimi congiunti”, la cui definizione è contenuta nell’art. 307 c.p., che non comprende la categoria dei conviventi c.d. more uxorio. Con il presente contributo ci si propone di verificare se questo mancato richiamo possa essere superato in via esegetica. È chiaro che un’operazione di questo genere va condotta con grande cautela. Il rischio è di andare oltre l’intentio legis e i limiti imposti dalla disciplina. Ecco perché può essere utile partire, di volta in volta, dalla ratio della norma di riferimento, differenziando quelle situazioni in cui emerge la titolarità di diritti, enunciati in forma tassativa, che affondano le loro radici nel vincolo matrimoniale e nel rilievo giuridico attribuito all’istituzione matrimoniale in sé, da quelle situazioni in cui risulta prevalente l’importanza del dato fattuale rappresentato dall’esistenza di un aggregato di tipo familiare, in considerazione del legame sentimentale e del vincolo solidaristico che lega ciascuno dei suoi componenti.