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ISSN 2611-8858

Temi

Interpretazione della legge

Legalità penale e legge di interpretazione autentica. Note a margine della sentenza della Corte Suprema argentina nel caso “Batalla”

Prendendo spunto dal caso “Batalla”, deciso dalla Corte suprema argentina nel dicembre 2018, il contributo analizza la possibilità di applicare una legge penale di interpretazione autentica in pregiudizio dell’imputato, o del condannato con sentenza non ancora divenuta definitiva. Si ritiene sussistano casi complessi o casi “limite”, quale è il caso “Batalla”, che non siano chiaramente sussumibili nella disposizione di legge utile alla loro risoluzione e che, in tali occasioni, spetti ai giudici risolvere le questioni problematiche ricorrendo a sentenze, almeno parzialmente, costitutive di diritto. Dinanzi a tali casi problematici, il Parlamento non solo sarebbe autorizzato a prevedere una legge di interpretazione autentica, ma una tale soluzione sarebbe anzi auspicabile in uno stato di diritto, al fine di evitare sentenze creative. Una legge di interpretazione autentica, se in malam partem, non dovrebbe tuttavia essere applicata in un processo in corso, poiché una tale soluzione si porrebbe in contraddizione con il dovere del giudice di scegliere, dinanzi a un caso complesso o a una legge ambigua, l’interpretazione legale più favorevole per l’imputato

Profili attuali della soggezione del giudice alla “legge” e della vincolatività del precedente

In una fase di rilevante difficoltà per il paradigma tradizionale del principio di legalità, si è discusso ampiamente del ruolo dell’interpretazione in relazione all’equilibrio di poteri definito dalla Costituzione. Vero è che il giudice è soggetto soltanto alla legge. Tuttavia, è divenuto impossibile prevedere la effettiva qualificazione giuridica di un fatto se non avendo a mente l’orientamento ermeneutico seguito dalla giurisprudenza di legittimità. Occorre, perciò, indagare l’assetto attuale della funzione nomofilattica giacché solo la sinergia tra legislatore e giudice promette di scongiurare gravi violazioni delle garanzie sovranazionali. Al riguardo, la “cultura del precedente” offre indicazioni di metodo che potrebbero rivelarsi utili, persino in un modello di civil law, quale chiave di lettura delle recenti riforme legislative.

Finalità di terrorismo, snodi ermeneutici e ruolo dell’interpretazione conforme

In sede di accertamento della finalità di terrorismo, il giudice si trova a dover risolvere una serie di questioni interpretative. L’articolo si propone di esaminare la difficoltà di qualificare una condotta come terroristica, analizzando il contenuto delle disposizioni interne e riportando alcuni casi giurisprudenziali significativi. Per illustrare la complessità normativa entro cui si muove l’interprete, le conclusioni rese di recente dell’Avvocato Generale della Corte di giustizia, nella causa A e a. contro Minister van Buitenlandse Zaken, offrono lo spunto per riflettere sulla vexata quaestio della distinzione tra atti di guerra e atti di terrorismo e sull’interpretazione conforme come strumento di risoluzione delle antinomie.

Profili di diritto processuale penale e penitenziario in tema di coppie di fatto

L’affermarsi di un diverso modello familiare, accanto a quello tradizionale fondato sul matrimonio, ha posto il problema dell’estensione delle disposizioni concernenti i diritti dei coniugi alle coppie di fatto. Nel codice penale, così come in quello di procedura penale, infatti, il legislatore ha fatto spesso riferimento alla nozione di “prossimi congiunti”, la cui definizione è contenuta nell’art. 307 c.p., che non comprende la categoria dei conviventi c.d. more uxorio. Con il presente contributo ci si propone di verificare se questo mancato richiamo possa essere superato in via esegetica. È chiaro che un’operazione di questo genere va condotta con grande cautela. Il rischio è di andare oltre l’intentio legis e i limiti imposti dalla disciplina. Ecco perché può essere utile partire, di volta in volta, dalla ratio della norma di riferimento, differenziando quelle situazioni in cui emerge la titolarità di diritti, enunciati in forma tassativa, che affondano le loro radici nel vincolo matrimoniale e nel rilievo giuridico attribuito all’istituzione matrimoniale in sé, da quelle situazioni in cui risulta prevalente l’importanza del dato fattuale rappresentato dall’esistenza di un aggregato di tipo familiare, in considerazione del legame sentimentale e del vincolo solidaristico che lega ciascuno dei suoi componenti.