con la collaborazione scientifica di
ISSN 2611-8858

Temi

Ne bis in idem

Sanzioni disciplinari penitenziarie e legittimità convenzionale del doppio binario sanzionatorio

Sommario: 1. La natura giuridica delle sanzioni disciplinari previste dall’ordinamento penitenziario: introduzione. – 2) La presa di posizione della Suprema Corte. – 3. Ulteriori interventi della giurisprudenza di legittimità: Cass. pen., Sez. II, 16 febbraio 2018, n. 23043. – 4. Considerazioni conclusive.

Il compendio sanzionatorio della nuova disciplina privacy sotto la lente del ne bis in idem sovranazionale e della Costituzione

Il lavoro si propone di analizzare l’impianto sanzionatorio previsto dalla vigente normativa in materia privacy, recentemente oggetto di importanti modifiche a livello comunitario e nazionale.
Nell’ambito di una concisa ricostruzione degli illeciti amministrativi e penali oggi previsti dal cd. GDPR e dal Codice Privacy, si evidenziano le criticità connesse alla formulazione normativa dei suddetti illeciti, non sempre di univoca interpretazione. Il Legislatore pare aver adottato il cd. doppio binario sanzionatorio: la seconda parte dell’elaborato è dunque dedicata alla valutazione della compatibilità di tal impostazione con il principio del ne bis in idem, così come elaborato dai giudici sovranazionali. Infine, alcune riflessioni sulla ratio sottesa alla reiterata scelta legislativa del citato doppio binario e la prospettazione di una via d’uscita dalla problematica: la riconduzione di entrambe le categorie di illeciti ad un unico sistema punitivo, con applicazione del principio di specialità ex art. 9, l. 689/1981.

Assicurare il diritto al giusto processo agli indagati e agli imputati sottoposti a procedimenti penali paralleli nell’UE

L’obiettivo del presente lavoro è quello di riflettere sulle lacune, dal punto di vista delle garanzie processuali, in cui ci si può imbattere nel procedimento di risoluzione dei conflitti di giurisdizione nell’Unione europea. Dopo una breve introduzione e panoramica generale circa il quadro normativo sui conflitti di giurisdizione e sul sistema di protezione dei diritti e delle garanzie processuali nell’Unione europea, il lavoro si divide in due distinte parti. La prima parte si concentra nell’identificare e analizzare i principi, i diritti e le garanzie che possono essere violati in una situazione di conflitto di giurisdizione transnazionale tra Stati membri. Nella seconda parte del lavoro, l’autore riflette sulle possibili modifiche volte a garantire un più alto standard di protezione dell’indagato o dell’imputato, includendo l’analisi critica delle proposte già avanzate da altri studiosi di questa materia.

Gli abusi di mercato riformati e le persistenti criticità di una tormentata disciplina

Il d. lgs 107/2018 adegua l’ordinamento italiano alle previsioni del reg. (UE) 596/2014 in tema di market abuse. Nonostante la parallela direttiva sulle sanzioni penali per gli abusi di mercato (dir. 2014/57/UE) sia rimasta inattuata, svariate modifiche – dirette e indirette – hanno interessato la disciplina penalistica interna. La tecnica legislativa adoperata in sede di riforma appare criticabile sotto molti aspetti e finisce non soltanto per accentuare le preesistenti problematiche, ma ne crea di nuove e non meno rilevanti

Il ne bis in idem domestico. Tra coordinazione procedimentale e proporzionalità della sanzione

Il contributo affronta il tema del ne bis in idem domestico nel settore tributario e in quello degli abusi di mercato, alla luce delle decisioni adottate dalla Corte di Giustizia lo scorso 20 marzo nelle cause Menci, Garlsson Real Estate e Di Puma e Zecca. L’attenzione si focalizza anzitutto sui confini applicativi del ne bis in idem, soggetti a notevole restrizione, anche a livello eurounitario, sulla scia dell’arresto della Corte di Strasburgo in A e B c. Norvegia. L’indagine si concentra pertanto sugli sviluppi del dialogo tra le Corti europee in ordine alla definizione del principio in questione, il quale sembra spogliarsi della propria veste puramente processuale e assumere una nuova fisionomia, nella quale la proporzionalità del trattamento sanzionatorio finisce per ricoprire un ruolo centrale. Muovendo da una ricostruzione dei rapporti tra l’illecito penale e l’illecito amministrativo nei settori sopra richiamati, ci si interroga infine sui possibili riflessi del nuovo ne bis in idem sul piano interno, evidenziando come la valorizzazione di meccanismi capaci di contenere l’entità della sanzione complessiva entro confini (formalmente) proporzionati si riveli in ultima analisi sufficiente per assicurare il pieno rispetto della garanzia in esame, quanto meno nella sua nuova versione

Insider Dealing and the Right Not to Be Tried or Punished Twice for the Same Conduct: a Comparison between the Italian and the English and Welsh Legal System

L’articolo offre un’analisi comparata dei sistemi sanzionatori adottati da Italia e da Inghilterra e Galles per la repressione delle condotte illecite di insider dealing. Alla luce della sentenza Grande Stevens e Altri c. Italia, vengono, poi, esaminati gli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali sviluppatisi nei due ordinamenti al fine di garantire la piena tutela del fondamentale diritto dell’individuo al ne bis in idem sostanziale, nonché i poteri che i Parlamenti nazionali hanno delegato alle Autorità indipendenti per il controllo dei mercati finanziari. In chiusura vengono, infine, suggerite alcune soluzioni pragmatiche per superare le criticità relative alle ipotesi di bis in idem sostanziale e di eccesso di potere riscontrate negli ordinamenti qui in esame.

Il concorso tra associazione a delinquere di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: alla ricerca di una razionale repressione del fenomeno

Il lavoro analizza il tema dei rapporti tra le fattispecie associative di cui agli artt. 416-bis c.p. e 74 d.p.r. n. 309/90, sottoponendo a critica l’orientamento giurisprudenziale che riconosce pacificamente il concorso formale tra i due reati, così determinando un automatismo sanzionatorio in violazione del principio del ne bis in idem sostanziale. Si evidenzia, in particolare, come l’applicazione di criteri di risoluzione del conflitto apparente di norme basati su giudizi di valore, anziché logico-strutturali, consentirebbe nella specie di addivenire a soluzioni più equilibrate sotto il profilo del quantum di pena da irrogare, oggi del tutto sproporzionato rispetto al disvalore concreto del fatto associativo in conseguenza dell’atteggiamento della giurisprudenza e delle scelte del legislatore.

Ne bis in idem e contrasto agli abusi di mercato: una sfida per il legislatore e i giudici italiani

Il vigente sistema sanzionatorio dell’abuso di informazioni privilegiate e della manipolazione del mercato, imperniato sul ‘doppio binario’ penale e amministrativo, è stato giudicato dalla Corte di Strasburgo incompatibile con il diritto al ne bis in idem di cui all’art. 4, Prot. 7, CEDU nel caso Grande Stevens c. Italia. La sentenza sollecita tanto il giudice (comune e costituzionale) quanto il legislatore italiani ad armonizzare la disciplina italiana agli obblighi internazionali in materia di tutela di ne bis in idem, i quali derivano – oltre che dalla disposizione convenzionale citata – anche dall’art. 50 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, che è norma di diritto primario dell’Unione, idonea come tale a produrre effetto diretto negli ordinamenti nazionali. Il presente contributo analizza le possibili vie, de lege lata e ferenda, per giungere a tale risultato, in vista anche dell’imminente decisione della Corte costituzionale in materia e della prossima scadenza della legge delega sul riassetto delle sanzioni in materia di abusi di mercato.

La nuova disciplina eurounitaria sul market abuse: tra obblighi di criminalizzazione e ne bis in idem

Il Regolamento (UE) 596/2014 e la Direttiva 2014/57/UE intervengono incisivamente sul comparto degli abusi di mercato, attraverso scelte politico-criminali nette che risentono delle elaborazioni sovranazionali sulla “materia penale” e disegnano un sistema sanzionatorio unitario rispettoso del principio del ne bis in idem. Direttiva e Regolamento sono dunque destinati a conformare il diritto punitivo interno sia per quanto concerne la fattispecie di abuso di informazioni privilegiate, sia con riguardo all’ipotesi di manipolazione del mercato. Il legislatore nazionale sarà dunque chiamato a un non facile compito di adeguamento del vigente assetto del market abuse al fine di ottemperare alle prescrizioni eurounitarie.