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ISSN 2611-8858

Temi

Reati tributari

Il recepimento della direttiva PIF in Italia e l’‘evergreen’ art. 316-ter c.p.

La dir. (UE) 2017/1371 sulla tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea pone interessanti questioni nella prospettiva di attuazione nell’ordinamento italiano. Con riguardo alla repressione delle frodi viene tra l’altro in rilievo il rapporto tra gli artt. 316-ter e 640-bis c.p., da tempo dibattuto in dottrina e oggetto di controverse prese di posizione della giurisprudenza costituzionale, oltre che di legittimità. L’iter legislativo di recepimento della direttiva non ha tuttavia condotto alla soluzione di tale problema, determinando per contro l’insorgenza di ulteriori criticità

La non punibilità nel prisma del diritto penale tributario: coerenza o lassismo di sistema?

Il saggio analizza la ‘dinamica’ della rinuncia alla pena nel settore penale tributario delle persone fisiche. Individuata come chiave di volta irrinunciabile in un diritto penale tributario riscossivo, la non punibilità si incarica, all’indomani del d.lgs. 158/2015 e ancor più alla luce della l. 157/2019, di ‘completare’ gli strumenti di tutela del bene giuridico, in un contesto non privo, comunque, di criticità interpretative e di opzioni legislative talvolta distoniche rispetto alle linee di tendenza profonde del sistema.

Reati tributari e responsabilità dell’ente: una riforma nel (ancorché non di) sistema

L’ingresso dei reati tributari nel d.lgs. 231/2001 per effetto della L. 157/2019, seguita ora dal d.lgs. 75/2020, appare del tutto fisiologico, attesa struttura e ratio dell’imputazione dell’ente e costituisce, anzi, una risposta tardiva a quella tendenza sostanzialistica che ha sinora alimentato distorsioni interpretative in malam partem. Nel suo complesso, il sistema sembra peraltro già offrire possibili rimedi, in termini di proporzione sanzionatoria, a potenziali collisioni col ne bis in idem declinato secondo il parametro dell’idem factum e sulla base dei criteri giurisprudenziali di connessione sostanziale e procedimentale, con particolare riguardo alla disciplina del pagamento del debito tributario. Nondimeno, l’intervento normativo appare a tratti lacunoso o ambiguo ma, nel contempo, si presta ad avviare un decisivo revirement giurisprudenziale in tema di delega di funzioni

Le confische e i sequestri in materia di reati tributari dopo il “decreto fiscale” n. 124 del 2019

Il tratto qualificante della riforma dei reati tributari in materia di imposte dirette ed IVA attuata con il d.l. n. 124 del 2019, convertito con modificazioni nella l. n. 157 del 2019, risiede, da un lato, nell’inasprimento delle pene detentive, dall’altro lato, nell’introduzione di inedite sanzioni patrimoniali. La nuova confisca “allargata” disciplinata dal combinato disposto degli artt. 12 ter d. lgs. n. 74 del 2000 e 240 bis c.p. prevista per la massima parte dei reati fiscali contestati al contribuente persona fisica si affianca alla confisca ex art. 19 d. lgs. n. 231 del 2001 applicabile alla “persona giuridica” per i nuovi reati presupposto individuati dall’art. 25 quinquiesdecies d. lgs. n. 231 del 2001 commessi nell’interesse o a vantaggio dello stesso ente (da ultimo modificato con l’attuazione della Direttiva PIF). Si impone una lettura sistematica della materia, ispirata alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte costituzionale, per limitare il rischio di pene sproporzionate, anche a fronte di una prassi che utilizza ampiamente la confisca ex art. 12 bis d. lgs. n. 74 del 2000 e, nei confronti dell’evasore seriale, la confisca di prevenzione, anticipando tali sanzioni con altrettanti sequestri

La riforma dei reati tributari tra responsabilità della persona fisica e responsabilità dell’ente

Con il d.l. n. 124/2019, convertito dalla l. n. 157/2019, il legislatore ha recato significative modifiche al sistema degli illeciti penali tributari, tra le quali spiccano l’allargamento della cd. confisca allargata, prevista dall’art. 240-bis c.p., ad alcuni reati tributari e il loro inserimento nel d.lgs. 231/2001, alla stregua di reati-presupposto della responsabilità dell’ente. Il lavoro punta ad evidenziare, per un verso, quali sono gli oneri (ri)organizzativi delle società, sul terreno dell’aggiornamento dei modelli di organizzazione, e, per altro verso, i rilevanti profili di incoerenza sistematica che affliggono la complicata trama dei rapporti tra la responsabilità della persona fisica e quella dell’ente.

Le dichiarazioni fraudolente: fattispecie da ripensare?

AbstrActs Il comparto penal-tributario è stato negli ultimi decenni interessato da svariati interventi normativi, di carattere disorganico e con profili contraddittori sul piano della politica criminale. Le fattispecie c.d. dichiarative, tuttora architrave del sistema penalistico di contrasto all’evasione fiscale, presentano numerosi profili di criticità e necessitano di un razionale riassetto anche allo scopo di delineare compiutamente i tratti distintivi di ciascuna ipotesi di reato.

Cristiano Ronaldo y el delito fiscal. Bueno, bonito y barato

Con la sentenza n. 53 del 22 gennaio 2019, la Corte provinciale di Madrid ha condannato Cristiano Ronaldo per la commissione di quattro delitti tributari. La pena della reclusione è stata sostituita con quella della multa. Questo contributo riassume i fatti provati e analizza criticamente la loro qualificazione giuridica, le pene imposte e la loro relazione con la funzione preventiva del diritto penale

Mutamenti nella politica criminale dell’Unione

Muovendo dalla premessa che, alla base dell’applicazione fornita dalla sentenza Taricco al principio di assimilazione, vi dovrebbe essere stato un giudizio di comparabilità tra i reati connessi alle gravi frodi IVA e quello di cui all’art. 291-quater TULD, obiettivo del presente contributo sarà quello di verificare, attraverso una puntuale analisi del delitto doganale, il predetto assunto espresso dalla Corte del Lussemburgo. Da tale disamina si potrà cogliere la valenza più che altro politica della pronuncia Taricco e, dunque, in quest’ottica, si svolgeranno alcune brevi riflessioni in ordine alle conseguenze politico-criminali derivanti dalla stessa sentenza della CGUE, con particolare attenzione alla recente Direttiva PIF.

La rilevanza penale dell’abuso del diritto

La logica dell’abuso del diritto, caratterizzata da un’atipicità apparentemente estranea al diritto penale, viene in realtà in rilievo in più istituti di parte generale e fattispecie incriminatrici. Ci si occupa qui del problema della rilevanza penale (rectius, dell’irrilevanza) dell’abuso del diritto tributario, tenendo conto anche dei recenti interventi legislativi del 2015.

L’impegno a pagare il debito tributario e i suoi effetti su confisca e sequestro

Il presente contributo costituisce un commento al secondo comma del neo-introdotto articolo 12-bis d.lgs. 74/2000, in base al quale “la confisca non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all'erario. Nel caso di mancato versamento la confisca è sempre disposta”. L’autore esamina le possibili letture della nuova disposizione, alla luce delle loro non immediatamente evidenti implicazioni processuali, che attengono tra l’altro ai rapporti tra provvedimenti cautelari e statuizioni contenute nella sentenza di condanna, nonché alle ripartizioni di competenze tra il giudice della cognizione e il giudice dell’esecuzione. In esito a tale analisi, il contributo propone in particolare di interpretare la norma come un’inedita forma di ‘sospensione condizionale’ di una confisca disposta dal giudice della cognizione, ma non eseguibile da parte del giudice dell’esecuzione sino a che rimanga pendente il termine per il pagamento.