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ISSN 2611-8858

Temi

Responsabilità da reato degli enti

Big Data Analytics e compliance anticorruzione. Profili problematici delle attuali prassi applicative e scenari futuri

L’articolo analizza il tema dell’utilizzo di tecniche di big data analytics nelle attività di compliance anticorruzione nei settori pubblico e privato, evidenziando come tali nuove prassi possano trasformare le caratteristiche attuali della prevenzione del rischio reato nelle organizzazioni complesse. Vengono evidenziati vantaggi e rischi derivanti dall’adozione di questi strumenti informatici, nonché alcuni ipotetici scenari futuri legati alla possibilità di regolamentare in via legislativa l’utilizzo di simili sistemi di compliance anche per fini diversi dalla mera gestione del rischio.

È possibile la compliance nella PMI?

La previsione della responsabilità penale delle piccole imprese ha finalità preventiva. La compliance penale per queste imprese è proporzionalmente più costosa rispetto a quella delle imprese medie e grandi, tale problema può essere affrontato attraverso azioni collettive e l’informatizzazione

Urgente: dos órganos de cumplimiento en las empresas

Diversamente dall’interpretazione contra legem prospettata dalla Procura, l’organo di supervisione cui fa riferimento l’art. 31 bis 2.2° del codice penale spagnolo è un organo differente rispetto al compliance officer. Seguendo il modello italiano, il legislatore istituisce specificamente un organo per il controllo degli amministratori e degli alti dirigenti, a causa della sfiducia che genera l’esistenza di un efficace autocontrollo da parte degli stessi

Una aproximación heterodoxa al fenómeno del compliance. A propósito de la Sentencia del Tribunal Supremo de 28 de junio de 2018

In questa nota a prima lettura della sentenza del Tribunale Supremo spagnolo del 28 giugno 2018 si esaminano criticamente le considerazioni spese dalla seconda sezione a proposito dell’opportunità che le imprese spagnole si dotino di compliance programs per prevenire i reati commessi al proprio interno.

La vigilanza sull’attuazione del sistema aziendale di prevenzione dei reati in Italia e nei principali ordinamenti ispanoparlanti: circolazione dei modelli e specificità nazionali

La vigilanza endoaziendale sui modelli organizzativi per la prevenzione dei reati è un punto focale della nuova strategia di contrasto ai crimini d’impresa, la quale attinge ai principi della compliance penale e sta avendo larga diffusione a livello internazionale. Nell’articolo vengono comparati i sistemi di controllo previsti nell’ordinamento italiano (l’organismo di vigilanza ai sensi del d.lgs. n. 231/2001) e in quelli ispanoparlanti che dal primo hanno tratto ispirazione (soprattutto Cile, Spagna, Perù, Argentina), avuto riguardo anche al paradigma statunitense del compliance officer e alle norme tecniche più significative. Nonostante i comuni obiettivi prevenzionali, i vari schemi di controllo palesano consistenti differenze strutturali e attuative. Ad ogni modo, tra i fattori decisivi di una vigilanza efficace si stagliano l’indipendenza e l’assenza di conflitti di interesse in capo al vigilante, che devono coniugarsi con un’adeguata professionalità e la disponibilità di risorse sufficienti. Inoltre, nel selezionare le migliori tecniche di controllo non può prescindersi, a livello micro, dalle singole realtà aziendali in cui vanno innestate e, a livello macro, dal contesto produttivo e normativo-societario di riferimento

Proceso penal frente a persona jurídica: garantías procesales

In questo lavoro si analizzano le linee fondamentali del sistema spagnolo di responsabilità penale delle persone giuridiche, con particolare attenzione ai diritti e alle garanzie basilari che integrano lo statuto processuale dell’ente chiamato nel processo in qualità di responsabile del reato.

La responsabilidad penal de las personas jurídicas en el sistema español a la luz del modelo italiano de imputación al ente

Lo scopo di questo articolo è quello di fornire al lettore un quadro dell’evoluzione della disciplina spagnola in materia di responsabilità delle persone giuridiche, con un’attenzione particolare agli orientamenti sinora maturati al riguardo da parte della Procura Generale Spagnola e della Corte Suprema. L’impianto normativo spagnolo, introdotto dalla legge organica 5/2010 e poi emendato con la successiva legge organica 1/2015, appare largamente ispirato al modello italiano disegnato dal d.lgs. 231/01, sia pure con significative differenze poste in luce in questo intervento, come la cosiddetta clausola di compensazione tra la sanzione pecuniaria imposta all’ente e quella irrogata a carico della persona fisica.

Verso una responsabilizzazione del gruppo di imprese multinazionale?

Il fenomeno dei gruppi multinazionali rappresenta un tema di particolare interesse nel contesto della disciplina della responsabilità da reato delle persone giuridiche. La diffusa propensione a considerare il gruppo, ancor più delle società che lo compongono, come fattore criminogeno induce a interrogarsi sulla opportunità di una responsabilizzazione diretta del gruppo o, meglio, della controllante in cui si ravvisa il centro decisionale. Per quanto riguarda le imprese multinazionali, il d.lgs. n. 231 del 2001 disciplina, all’art. 4, soltanto il caso del reato commesso all’estero da dipendenti di una società avente la sua sede in Italia, laddove risulta invece del tutto priva di regolamentazione l’ipotesi dell’illecito posto in essere nel nostro Paese da un ente straniero. In tale articolato contesto, al fine di rendere più efficace ed effettiva la repressione della criminalità d’impresa, si rende necessaria una omogeneizzazione delle regole che a livello internazionale governano la responsabilità da reato degli enti.

La prescrizione dei reati ambientali: efficacia, coerenza, ragionevolezza?

L’indagine prende le mosse dal raddoppiamento dei termini di prescrizione disposto dall’art. 157, comma 6 del codice penale (come novellato dalla legge n. 68 del 2015) per i delitti contro l’ambiente collocati nel titolo VI bis. Di tale norma si ricostruisce significato e ricadute di politica criminale, per poi indagarne le possibili ragioni giustificatrici, nel quadro ordinamentale complessivo. Vengono quindi esaminati i relativi punti critici, sui piani sia della congruenza con gli obiettivi della riforma, sia della coerenza rispetto al sistema generale di tutela penale dell’ambiente. Si affronta inoltre il tema della giustiziabilità di tale disciplina nell’ambito del sindacato di ragionevolezza della Corte costituzionale.

Ecoreati e responsabilità degli enti

Il presente contributo è dedicato alle profonde innovazioni apportate con la L. n. 68/2015 sui c.d. “ecoreati” alla disciplina della responsabilità degli enti. Quest’ultima, introdotta dal d.lgs. n. 121/2011 che ha inserito nel d.lgs. n. 231/2001, l’art. 25 undecies, vede oggi esteso il catalogo dei reati presupposto a numerose fattispecie a tutela dell’ambiente. L’analisi si soffermerà da un lato, sulle criticità che si riscontrano nella materia, con particolare riguardo al raccordo con la nuova disciplina di estinzione delle contravvenzioni, nonché al mancato richiamo ai Sistemi di Gestione Ambientale. Dall’altro, sui possibili orizzonti della disciplina, ancora bisognosa di interventi legislativi per essere pienamente conforme ai principi di tassatività e determinatezza.