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ISSN 2611-8858

Temi

Violenza di genere e domestica

Il contributo della Corte penale internazionale alla qualificazione del matrimonio forzato come crimine contro l’umanità: la condanna di Dominic Ongwen

Corte penale internazionale, Camera di primo grado IX, 4 febbraio 2021, Procuratore c. Dominic Ongwen

Donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale come autrici di reato

Il ruolo delle vittime di sfruttamento sessuale nei crimini legati alla tratta di esseri umani in un’analisi dell’UNODC

Un’analisi comparata in tema di reati sessuali e cifra oscura

Call for chapters per il libro “Attrition in Sexual Offences: A Comparative Analysis”, Routledge ed.

Prospettive di criminalizzazione delle terapie di conversione sessuale

Il tema della violenza di genere è negli ultimi anni divenuto uno dei tratti caratterizzanti il dibattito pubblico e la recente stagione di riforma del diritto penale. L’argomento qui affrontato impone di confrontarsi con la medesima area tematica, ma da un diverso angolo visuale, quello delle terapie c.d. di conversione. Sino a che punto sono legittime le terapie che hanno come obiettivo quello di far mutare l’indirizzo sessuale di un soggetto? E quali sono i presidi che l’ordinamento giuridico deve mettere in campo per tutelare beni giuridici quali la libertà di autodeterminazione, l’identità di genere e la dignità stessa della persona rispetto a questa tipologia di condotte? L’obiettivo del lavoro è di dare risposta a tali interrogativi, volgendo lo sguardo all’esperienza maturata in sistemi giuridici a noi tradizionalmente vicini, i quali ci insegnano come, a certe condizioni, anche il diritto penale debba conquistarsi un ruolo nel contrasto ai fenomeni in questione.

Che cosa ci dicono i dati sulla criminalità e sulle richieste di assistenza rispetto all'impatto della pandemia da COVID-19 sulla violenza contro donne e ragazze

Pubblicata la prima analisi dell’UNODC sull’impatto delle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19 sul fenomeno della violenza domestica contro le donne

Violenza contro le donne e bulimia repressiva

Dopo aver ricostruito il tessuto normativo specifico posto a tutela delle donne contro atti di violenza di genere, ci si interroga sulla effettiva capacità dissuasiva delle novità introdotte nel codice penale dalla l. n. 119/2013 e dalla l. n. 69/2019 (c.d. Codice rosso), oltre che della eventuale fattispecie di “femminicidio”; o se non sia più proficuo valorizzare la strada della prevenzione. Si prende, infine, in considerazione, in una prospettiva di risocializzazione del reo, l'ipotesi del ricorso a paradigmi diversi da quello punitivo, pur sempre con questo integrati

La miopia di 'vostro onore'

Fa molto discutere, in Spagna, il caso della "Manada de Manresa": un assalto sessuale di gruppo nei confronti di una minorenne ubriaca e sotto l'effetto di stupefacenti, incapace di percepire il fatto brutale di cui è stata vittima. E' configurabile una vera e propria 'violenza' sessuale, in assenza di atti violenti o di minacce, inutili per respingere una resistenza che non vi è stata?

Atti sessuali su minore incosciente per effetto dell’uso di alcool e droga: violenza o abuso sessuale? Il caso spagnolo della ‘Manada de Manresa’, nella prospettiva del penalista italiano

Da tempo sta facendo molto discutere, in Spagna, il caso della Manada de Manresa: un assalto sessuale di gruppo perpetrato da alcuni giovani ai danni di una minorenne, vittima di atti sessuali compiuti, nei suoi confronti, mentre si trovava in stato di incoscienza per l’effetto di alcool e droga.

La risposta penale alla violenza domestica: un’indagine sulla prassi del Tribunale di Milano in materia di maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.)

Un’indagine sulla giurisprudenza del Tribunale di Milano ha messo in luce l’inadeguatezza del reato di maltrattamenti previsto dall’art. 572 c.p. nella repressione della violenza domestica – e in particolare della violenza nelle relazioni di coppia -, risultando ad esso estranee le ipotesi nelle quali non sia evidente la posizione di soggezione o sottomissione della vittima. Si conferma, d’altra pare, un forte condizionamento della volontà della vittima sull’esito del procedimento penale.

Differenze e linee di continuità tra il reato di stalking e quello di maltrattamenti in famiglia dopo la modifica del secondo comma dell’art. 612-bis c.p. ad opera della legge c.d. sul femminicidio

Con l’art. 1, comma 3, lett. a), d.l. n. 93/2013, conv., con mod., dalla legge n. 119/2013, il legislatore ha esteso l’aggravante di cui all’art. 612-bis, comma 2, c.p., prima circoscritta alle condotte moleste realizzate al di fuori del contesto familiare, agli atti persecutori commessi dal coniuge in costanza di matrimonio e da persona legata “attualmente” da relazione affettiva alla persona offesa. Sotto la vecchia disciplina, il conflitto tra il reato di maltrattamenti in famiglia e quello di stalking, realizzato dal coniuge in costanza di matrimonio o dal partner nel contesto di un rapporto affettivo, era agevolmente risolvibile: la clausola di sussidiarietà espressa prevista in apertura dell’art. 612-bis c.p. comportava infatti l’assorbimento degli atti persecutori posti in essere “in ambito familiare” nel delitto di maltrattamenti, in quanto reato più grave. L’ipotesi aggravata del reato di stalking, di cui all’art. 612-bis, comma 2, c.p., ricomprende ora ogni rapporto di coniugio o di legame affettivo non solo pregresso ma anche attuale. Di conseguenza, il tema dei rapporti fra il delitto di maltrattamenti e quello di stalking, nell’ipotesi in cui il fatto sia commesso dal coniuge o dal convivente, appare più complesso, in particolare è problematica la distinzione fra le due fattispecie. Ed invero manifestazioni di aggressività o atti assillanti e prevaricatori consumati in seno alla comunità familiare (o assimilata) potrebbero realizzare, al tempo stesso, gli estremi del reato aggravato di atti persecutori previsto dal secondo comma dell’art. 612-bis c.p. e gli elementi strutturali tipici dell’ipotesi criminosa di cui all’art. 572 c.p.