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ISSN 2611-8858

Topics

Slavery and human trafficking

Jurisdictional Issues in the Fight Against Migrant Smuggling on the Sea

Human traffickers frequently take advantage of operative protocols, that make them unpunishable pursuant the Italian Criminal Law, because, according to Art. 6 of the Italian Penal Code and International Convention on the High Sea, jurisdictional powers cannot be exercised when the conduct is committed on the High Sea. So, illustrating the territorial limitations of the efficacy of Criminal Law, the research focuses on the hermeneutical solution given by the Court of Cassation that, apparently with the intent of pursuing a more effectivity of the Criminal response, recurred to the controversial category of the indirect offender in order to sanction smuggling conducts that enjoy the rescue intervention of the Italian authorities to reach their criminal aims. In turn, in order to better identify the Italian jurisdiction in the crime of Art. 12 T.U. imm. I propose to correctly apply the concorso di persone (art. 110 c.p.) and the reato eventualmente permanente. The difficulties of a dogmatic framing, together with the trend towards a universalistic validity of the jurisdictional powers when human rights are involved, may recommend an interpretation of Art. 7 of the Italian Penal Code to cover a wider protection of human rights, according to interpretive solutions of § 6 of the German Penal Code.

“Caporalato” e repressione penale: appunti su una correlazione (troppo) scontata

L’Autore si propone di evidenziare, all’esito di un percorso esegetico della fattispecie alternativo a quello finora consolidato in dottrina, come il deficit di efficacia dell’art. 603-bis c.p. sia da imputare, ancor prima che a difetti di tecnica legislativa, all’inadeguatezza dello strumentario repressivo penale ad affrontare il fenomeno del caporalato. Invero, le principali censure mosse alla fattispecie – l’inappropriata individuazione del soggetto attivo, l’irragionevole disparità di tutela delle vittime determinata dal combinato disposto con l’art. 22 t.u. imm., nonché la mancata previsione di conseguenze sanzionatorie efficaci sul piano dell’ablazione patrimoniale – potrebbero essere persino superabili in via interpretativa o, comunque, ridimensionate alla luce di un’attenta considerazione del fenomeno sottostante. Semmai, la vera aporia, come rivela la posizione della questione ‘preliminare’ della meritevolezza di pena delle condotte di intermediazione, è costituita dall’affidare ad una fattispecie assiologicamente ascrivibile al ‘nucleo duro’ del diritto penale, anziché a politiche pubbliche in campo economico e sociale, il ‘governo’ d’un vero e proprio “sistema di produzione”.