La orden ejecutiva del Presidente Trump sobre la policía tras los sucesos de Minneapolis

Executive Order on Safe Policing for Safe Communities

Clicca qui per leggere l’Executive Order 

 

1. Con l’Executive Order che può leggersi in allegato (‘Executive Order on Safe Policing for Safe Communities’), emanato lo scorso 16 giugno, il Presidente Trump, in seguito alla morte di George Floyd a Minneapolis e alle proteste che ne sono seguite in tutto il Paese, ha introdotto diverse disposizioni in materia di organizzazione e controllo delle forze di polizia. Segnaliamo di seguito quelle che ci sembrano più significative. 

In particolare, il presente atto presidenziale si segnala innanzitutto per sancire il divieto del c.d. chokehold, ovvero quella procedura di immobilizzazione che consiste nella limitazione della capacità di respirare di un individuo, ad eccezione che in quei casi in cui l’'uso della forza letale sia consentito dalla legge («except in those situations where the use of deadly force is allowed by law»). 

 

2. L’ordine esecutivo stabilisce inoltre che le forze dell'ordine statali e locali devono costantemente valutare e migliorare le proprie politiche e procedure, nell'ottica di garantire i loro servizi di polizia alle comunità nel modo più trasparente, sicuro e responsabile possibile. A questo scopo, gli organismi indipendenti che, nel sistema americano, già sovraintendono alla valutazione delle forze di polizia sono invitati ad accelerare le proprie valutazioni, consentendo così l'identificazione e la correzione delle carenze interne, prima che tali mancanze si traducano in un danno per la collettività o per le forze dell'ordine stesse. Si stabilisce quindi che il Procuratore Generale assegni i finanziamenti discrezionali del Dipartimento di Giustizia solo alle forze dell'ordine statali e locali che hanno richiesto o sono in procinto di richiedere la valutazione da parte di un organismo indipendente, quest’ultimo accreditato e certificato dal Procuratore Generale stesso.

Il Procuratore Generale è individuato come il soggetto istituzionale che detta le linee-guida che gli organismi indipendenti devono seguire nel procedimento di valutazione delle forze dell’ordine. Tali organismi indipendenti devono sincerarsi che:

(i) le politiche di utilizzo della forza da parte delle forze dell'ordine statali o locali siano conformi alle leggi federali, statali e locali in vigore;

(ii) le politiche di utilizzo della forza da parte delle forze dell'ordine statali o locali vietino l'uso del c.d. chokehold, ovvero – lo abbiamo detto poco sopra – quella procedura di immobilizzazione che consiste nella limitazione della capacità di respirare di un individuo, con l’eccezione dei casi in cui l'uso della forza letale sia consentito dalla legge. 

 

3. Viene quindi istituito un database nazionale, nel quale saranno segnalati i casi di abuso della forza commessi dagli agenti, le condanne penali nei confronti dei funzionari delle forze dell'ordine relative a condotte poste in essere in servizio, nonché le sentenze civili contro gli stessi funzionari per uso improprio della forza. Tale condivisione dei dati è indirizzata ad evitare che gli agenti contro i quali siano state presentate ripetute denunce possano semplicemente farsi spostare da un dipartimento all’altro, invece che essere sospesi o interdetti dalla funzione. Al Procuratore Generale è affidato il compito di rendere pubblici, periodicamente e previa anonimizzazione, i dati aggregati raccolti in questa banca dati.

L’ordine esecutivo dispone inoltre che il Procuratore Generale assegni i finanziamenti discrezionali del Dipartimento di Giustizia solo alle forze dell'ordine che si faranno carico di raccogliere regolarmente tali informazioni nei modi e nei termini indicati

 

4. Infine, l’atto presidenziale si chiude preannunciando una più ampia e organica riforma della polizia. Allo stesso Procuratore Generale è infatti affidato il compito di proporre al Congresso un testo legislativo, che si ponga l’obiettivo di riorganizzare le risorse e gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine nei diversi livelli di governo, nell’ottica generale del miglioramento dei servizi di polizia presso le rispettive comunità.