con la colaboración cientí­fica de
ISSN 2611-8858

Temas

Delitos tributarios

Delitos fiscales y responsabilidad corporativa: una reforma (aunque no del) en el sistema (aunque no de)

La incorporación de los delitos fiscales en el Decreto Legislativo 231/2001 como resultado de la Ley 157/2019, ahora seguida por el Decreto Legislativo 75/2020, constituye una respuesta tardía a la tendencia que hasta ahora ha promovido distorsiones interpretativas en malam partem. Considerado globalmente, el sistema parece ya ofrecer remedios, en términos de proporcionalidad, a posibles colisiones con el ne bis in idem, sobre la base de un enfoque puramente fáctico y de los criterios jurisprudenciales de conexión sustancial y procesal, con especial atención. a la regulación del pago de la deuda tributaria. Con todo, si bien la intervención legislativa parece a veces incompleta e ambigua, al mismo tiempo ofrece la oportunidad para iniciar una revitalización jurisprudencial decisiva en términos de delegación de funciones

Los comisos y los secuestros en materia de delitos fiscales después del Derecho Fiscal n. 124 de 2019

El dereto ley n. 124/2019 modificó recientemente el decreto ley n. 74/2000, con el fin de aumentar su eficacia en la lucha contra la evasión fiscal, mediante la introducción de sanciones penales más severas. En particular, tanto la disposición del comiso ampliado (Art. 12 ter del Decreto Ley n. 74/2000) como la nueva responsabilidad directa de las personas jurídicas por el fraude fiscal cometido por sus representantes (Art. 25 quinquiesdecies del Decreto Ley n. 74/2000). Decreto no 231/2001, modificado por última vez por el Decreto Ley no 75/2020) aumentan las facultades de decomiso y congelación de los bienes que provengan de delitos fiscales. Así pues, es esencial garantizar que la lucha contra la evasión fiscal respete los derechos fundamentales y las exigencias de equidad y proporcionalidad, como exigen el Tribunal Europeo de Derechos Humanos y el Tribunal Constitucional italiano

La reforma de los delitos tributarios entre responsabilidad de la persona física y responsabilidad de la persona jurídica

Con el decreto ley n. 124/2019, convertido por la ley n. 157/2019, el legislador ha realizado cambios significativos al sistema de delitos tributarios, entre los cuales se encuentra la expansión del comiso extendido, prevista por el art. 240 bis del Código Penal italiano, a algunos delitos fiscales y su inserción en el Decreto Legislativo 231/2001. El trabajo tiene como objetivo evidenciar, por un lado, cuáles son los costos (re)organizativos de las empresas, en términos de actualización de los modelos organizacionales, y, por otro lado, los perfiles relevantes de inconsistencia sistemática que afectan la complicada trama de relaciones. entre la responsabilidad de la persona física y la de la entidad.

Las declaraciones fraudulentas: ¿un delito para repensar?

El sector penal-tributario ha sido objeto en las últimas décadas de múltiples modificaciones normativas, muchas veces inorgánicas y hasta contradictorias a nivel de política criminal. En el contexto de la lucha contra la evasión fiscal, los así denominados “delitos declarativos” presentan numerosas cuestiones problemáticas, justificando una reorganización racional, a fin de delimitar adecuadamente las características distintivas de cada hipótesis de delito.

Cristiano Ronaldo y el delito fiscal. Bueno, bonito y barato

La Sentencia de la Audiencia Provincial de Madrid (sec. 17) 53/2019, de 22 de enero, condenó a Cristiano Ronaldo como autor de cuatro delitos contra la Hacienda Pública. Las penas de prisión impuestas fueron sustituidas por otras de multa. A continuación se resumen los hechos probados y se analiza críticamente su calificación jurídica, las penas impuestas y su relación con la función preventiva del Derecho penal

Mutamenti nella politica criminale dell’Unione

Muovendo dalla premessa che, alla base dell’applicazione fornita dalla sentenza Taricco al principio di assimilazione, vi dovrebbe essere stato un giudizio di comparabilità tra i reati connessi alle gravi frodi IVA e quello di cui all’art. 291-quater TULD, obiettivo del presente contributo sarà quello di verificare, attraverso una puntuale analisi del delitto doganale, il predetto assunto espresso dalla Corte del Lussemburgo. Da tale disamina si potrà cogliere la valenza più che altro politica della pronuncia Taricco e, dunque, in quest’ottica, si svolgeranno alcune brevi riflessioni in ordine alle conseguenze politico-criminali derivanti dalla stessa sentenza della CGUE, con particolare attenzione alla recente Direttiva PIF.

La rilevanza penale dell’abuso del diritto

La logica dell’abuso del diritto, caratterizzata da un’atipicità apparentemente estranea al diritto penale, viene in realtà in rilievo in più istituti di parte generale e fattispecie incriminatrici. Ci si occupa qui del problema della rilevanza penale (rectius, dell’irrilevanza) dell’abuso del diritto tributario, tenendo conto anche dei recenti interventi legislativi del 2015.

L’impegno a pagare il debito tributario e i suoi effetti su confisca e sequestro

Il presente contributo costituisce un commento al secondo comma del neo-introdotto articolo 12-bis d.lgs. 74/2000, in base al quale “la confisca non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all'erario. Nel caso di mancato versamento la confisca è sempre disposta”. L’autore esamina le possibili letture della nuova disposizione, alla luce delle loro non immediatamente evidenti implicazioni processuali, che attengono tra l’altro ai rapporti tra provvedimenti cautelari e statuizioni contenute nella sentenza di condanna, nonché alle ripartizioni di competenze tra il giudice della cognizione e il giudice dell’esecuzione. In esito a tale analisi, il contributo propone in particolare di interpretare la norma come un’inedita forma di ‘sospensione condizionale’ di una confisca disposta dal giudice della cognizione, ma non eseguibile da parte del giudice dell’esecuzione sino a che rimanga pendente il termine per il pagamento.

Tecniche di aggressione dei profitti dell’economia fiscalmente infedele: la confisca “penale” tra efficacia preventiva e tutela dei diritti fondamentali

La crescente attenzione alla necessità di apprestare una efficace risposta alle aggressioni all’interesse collettivo alla riscossione del “giusto tributo” si manifesta, nel recinto dello strumentario penale, con la costante espansione dell’area di applicazione di strumenti ablativi a carico del reo di evasione fiscale. Si tratta di una materia in vivacissima e benefica evoluzione, nella quale tuttavia, talvolta pare presentarsi il pericolo di perdere di vista il quadro di insieme. Lo scritto tenta, innanzitutto di ricomporre in un sistema unitario e coerente le ipotesi di confisca accessorie al processo penale, non mancando di rilevare le non poche aporìe e, forse, contraddizioni cui un approccio atomistico conduce. Sul piano pratico, vengono affrontati alcuni dei principali profili applicativi problematici, dalla interferenza dei procedimenti amministrativi e giurisdizionali tributari con il processo penale e le misure ablative, ai problemi correlati alla sussistenza di concorso di persone nel reato, alle conseguenze, per l’ente rappresentato, delle condotte degli amministratori, alla portata innovativa delle disposizioni del decreto attuativo della c.d. “delega fiscale”. Molte delle criticità concettuali e pratiche rilevate si risolvono in soluzioni almeno parzialmente innovative, che dovrebbero consentire di tenere insieme i tre valori della coerenza sistematica, della efficacia preventiva, e della conformità ai canoni di proporzionali e diritti fondamentali.

La lotta all’evasione fiscale tra confisca di prevenzione e autoriciclaggio

L’articolo esamina criticamente la diversa interpretazione adottata dalle Sezioni Unite in relazione alla confisca di prevenzione e alla confisca ex art. 12 sexies d.l. 306/’92, non consentendo solo nel primo caso di tenere conto dei proventi dell’evasione fiscale e dei redditi leciti, ma sottratti al fisco, per calcolare il carattere sproporzionato, rispetto al reddito o all’attività economica, del valore dei profitti da confiscare, finendo per consentire la confisca di beni di origine lecita in contrasto con il principio di legalità e di proporzione; soluzione che recenti progetti di legge vogliono estendere anche alla confisca ex art. 12 sexies, in una logica che rischia di essere sproporzionata e complessivamente incoerente in termini di politica criminale, in cui forme di confisca destinate alla lotta alla criminalità organizzata, a partire dalla confisca di prevenzione sono ormai utilizzate come strumenti di lotta all’evasione fiscale e in cui le stesse Sezioni Unite propongono di estendere il ragionamento alla base della confisca della c.d. “impresa mafiosa” all’ipotesi di reinvestimento dei proventi dell’evasione fiscale in un’impresa originariamente lecita. La stessa logica che consentirà di utilizzare la nuova fattispecie di autoriciclaggio, nonostante la problematicità della nozione di profitto risparmio dei delitti tributari, per punire l’investimento dei proventi dell’evasione fiscale ben più gravemente delle stesse fattispecie presupposte.