A dieci anni dalla morte di Juan Bustos Ramírez (1935-2008), questo breve contributo passa in rassegna alcuni profili significativi della sua traiettoria di giurista. L’autore – un allievo dello stesso Bustos – sottolinea le difficoltà del contesto storico e personale nel quale il grande penalista ha operato, ponendole a rafforonto con l’ampiezza della sua opera: come accademico, politico e avvocato dei diritti umani.
A dieci anni dalla morte di Juan Bustos Ramírez (1935-2008), e in occasione di un seminario in sua memoria organizzato a Santiago del Cile dall’Università Alberto Hurtado e dall’Universidad de Chile il 23 e 24 agosto 2018, un ex alunno del professor Bustos riflette su un episodio accaduto durante le sue lezioni, nel 1996. L’aneddoto costituisce uno spunto per qualche considerazione sulla straordinaria personalità del penalista cileno – allievo, a suo tempo, di Hans Welzel a Bonn, e più tardi ordinario presso l’Università Autonoma di Barcellona – e sul significato che Bustos attribuiva al diritto penale.
Viene qui riproposta, con qualche aggiornamento e integrazione, la relazione svolta in occasione del Convegno organizzato a Venezia per commemorare Joachim Vogel subito dopo la sua morte. Il lavoro si concentra sugli scritti di Vogel in tema di diritto penale europeo, che evidenziano l’attenzione di questo autore sia per i problemi teorici sia per gli aspetti pratici sottesi al processo di europeizzazione del diritto penale. In particolare vengono ricordati i suoi studi sulle diverse possibili forme di integrazione tra i sistemi nazionali, la sua l’adesione a una scienza penale europea a carattere sincretistico, il suo interesse per tutti gli aspetti dell’armonizzazione penale su impulso dell’Unione. A cinque anni dal tragico evento risulta vieppiù evidente la capacità di Vogel di capire i problemi penali derivanti dal processo di costruzione europea e financo di vedere in anticipo quelli attualmente sul tappeto.






