Corte penale internazionale, Camera di primo grado IX, 4 febbraio 2021, Procuratore c. Dominic Ongwen
Il ruolo delle vittime di sfruttamento sessuale nei crimini legati alla tratta di esseri umani in un’analisi dell’UNODC
Call for chapters per il libro “Attrition in Sexual Offences: A Comparative Analysis”, Routledge ed.
Il tema della violenza di genere è negli ultimi anni divenuto uno dei tratti caratterizzanti il dibattito pubblico e la recente stagione di riforma del diritto penale. L’argomento qui affrontato impone di confrontarsi con la medesima area tematica, ma da un diverso angolo visuale, quello delle terapie c.d. di conversione. Sino a che punto sono legittime le terapie che hanno come obiettivo quello di far mutare l’indirizzo sessuale di un soggetto? E quali sono i presidi che l’ordinamento giuridico deve mettere in campo per tutelare beni giuridici quali la libertà di autodeterminazione, l’identità di genere e la dignità stessa della persona rispetto a questa tipologia di condotte? L’obiettivo del lavoro è di dare risposta a tali interrogativi, volgendo lo sguardo all’esperienza maturata in sistemi giuridici a noi tradizionalmente vicini, i quali ci insegnano come, a certe condizioni, anche il diritto penale debba conquistarsi un ruolo nel contrasto ai fenomeni in questione.
Pubblicata la prima analisi dell’UNODC sull’impatto delle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19 sul fenomeno della violenza domestica contro le donne
Dopo aver ricostruito il tessuto normativo specifico posto a tutela delle donne contro atti di violenza di genere, ci si interroga sulla effettiva capacità dissuasiva delle novità introdotte nel codice penale dalla l. n. 119/2013 e dalla l. n. 69/2019 (c.d. Codice rosso), oltre che della eventuale fattispecie di “femminicidio”; o se non sia più proficuo valorizzare la strada della prevenzione. Si prende, infine, in considerazione, in una prospettiva di risocializzazione del reo, l'ipotesi del ricorso a paradigmi diversi da quello punitivo, pur sempre con questo integrati
Fa molto discutere, in Spagna, il caso della "Manada de Manresa": un assalto sessuale di gruppo nei confronti di una minorenne ubriaca e sotto l'effetto di stupefacenti, incapace di percepire il fatto brutale di cui è stata vittima. E' configurabile una vera e propria 'violenza' sessuale, in assenza di atti violenti o di minacce, inutili per respingere una resistenza che non vi è stata?
Da tempo sta facendo molto discutere, in Spagna, il caso della Manada de Manresa: un assalto sessuale di gruppo perpetrato da alcuni giovani ai danni di una minorenne, vittima di atti sessuali compiuti, nei suoi confronti, mentre si trovava in stato di incoscienza per l’effetto di alcool e droga.
Un’indagine sulla giurisprudenza del Tribunale di Milano ha messo in luce l’inadeguatezza del reato di maltrattamenti previsto dall’art. 572 c.p. nella repressione della violenza domestica – e in particolare della violenza nelle relazioni di coppia -, risultando ad esso estranee le ipotesi nelle quali non sia evidente la posizione di soggezione o sottomissione della vittima. Si conferma, d’altra pare, un forte condizionamento della volontà della vittima sull’esito del procedimento penale.






