La sentenza della Corte costituzionale n. 5 del 2014, dichiarando l’illegittimità di una norma abrogatrice, ha determinato la reviviscenza di una fattispecie incriminatrice che era stata espunta dall’ordinamento. Si tratta, pertanto, di un’eccezionale pronuncia in malam partem che, non essendo inquadrabile nel paradigma di sindacabilità delle c.d. norme penali “di favore” tracciato da C. Cost. n. 394 del 2006, sembra aprire nuovi scenari e nuove prospettive nel controllo di legittimità sulle scelte punitive del legislatore. Nella nota si analizzano le peculiarità della vicenda normativa oggetto del giudizio e si individuano i profili realmente innovativi della sentenza di illegittimità, soprattutto in relazione al riconoscimento – finora tutt’altro che pacifico – degli effetti di reviviscenza normativa conseguenti al riconoscimento dei “vizi formali” delle leggi penali favorevoli.






