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ISSN 2611-8858

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Diritto UE

Principi generali di diritto penale nell'Unione Europea

Presentazione del libro R. Sicurella - V. Mitsilegas - R. Parizot - A. Lucifora, "Principios generales del Derecho Penal en la Unión Europea", BOE ed., 2020

Quei principi che ci uniscono

Presentazione del libro R. Sicurella - V. Mitsilegas - R. Parizot - A. Lucifora, "Principios generales del Derecho Penal en la Unión Europea", BOE ed., 2020

I tribunali ordinari dinanzi alla primazia del diritto dell’UE e alla tutela dei diritti fondamentali

Il paper si concentra sul crescente ruolo dei tribunali ordinari nell’applicazione del diritto dell’Unione europea. Dalle sentenze Simmenthal e Costa c. E.N.E.L., questi tribunali sono chiamati a lasciare senza applicazione qualsiasi disposizione interna che risulti in contraddizione con le disposizioni direttamente applicabili dell’ordinamento dell’UE. Tale obbligo, tuttavia, può risultare problematico in relazione al diritto penale. Recentemente, l’affaire Taricco ha nuovamente posto in rilievo questo tema, evidenziando che l’eliminazione delle contraddizioni tra il diritto interno e il diritto dell’UE può dar luogo alla violazione dei principi costituzionali inerenti il diritto penale. Allo stesso tempo, il caso Taricco ha messo in discussione la relazione tra la primazia del diritto dell’UE e il livello nazionale di tutela dei diritti fondamentali, questione che deve essere affrontata alla luce della sentenza del 31 maggio 2018 della Corte costituzionale.

Uno, nessuno, ventidue. Ovvero l’incertezza del diritto nel contrasto delle frodi eurounitarie

Il lavoro presenta le principali scelte di fondo operate dal legislatore europeo nella definizione dei contenuti del Regolamento (UE) 2017/1939 relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata sull’istituzione della Procura europea, soffermandosi in particolare sulle disposizioni relative all’ambito materiale di competenza del primo ufficio inquirente europeo e ai criteri deputati a presidiare il concreto esercizio della stessa nel contesto di un sistema di competenza concorrente con le autorità di indagine nazionale. L’autore evidenzia specialmente le criticità scaturenti dalla scelta di definire il diritto applicabile dal nuovo ufficio europeo mediante rinvio al diritto nazionale, scelta che, oltre a vanificare ogni aspettativa di superamento del patchwork normativo attualmente esistente nella risposta repressiva ai fatti lesivi degli interessi finanziari dell’Unione (settore essenzialmente interessato dalla competenza della Procura europea), iscrive nel sistema un fattore di insuperabile debolezza concettuale e di legittimazione prima ancora di rilevare sul piano dell’efficienza del nuovo ufficio.

Crimine organizzato e corruzione: dall’attrazione elettiva alle convergenze repressive

Il contributo analizza i rapporti tra crimine organizzato e corruzione, in prospettiva sia criminologica che giuridica, e nella duplice dimensione interna e transfrontaliera. Sotto quest’ultimo profilo vengono esplorati anche i nessi con la nozione di “reato transnazionale” ai sensi della l. n. 146/2006. L’analisi è estesa al diritto dell’UE e a quello internazionale pattizio, che hanno plasmato la regolamentazione interna in questi settori di criminalità. La consapevolezza della commistione empirica tra attività delle organizzazioni criminali (associazioni delittuose semplici ovvero mafiose) e pratiche corruttive si riflette nelle politiche penali, le quali gradualmente si sono avvicinate fin quasi a sovrapporsi, come rivela anche la recente legge n. 3/2019 (c.d. “spazzacorrotti”). Tale progressiva osmosi di strategie preventive e repressive, con il conseguente rischio di una semplicistica reductio ad unitatem, genera nuove e preoccupanti insidie per le garanzie penalistiche fondamentali